Loshdain, 6 Ambyrmont, anno 1000

Oggi ci siamo imbattuti in un bel mistero.

Questa mattina siamo ripartiti su un terreno fangoso per l'abbondante pioggia notturna, la temperatura si era rinfrescata e una nebbiolina autunnale si alzava di fronte a noi. In breve tempo siamo ritornati alla cresta da dove ieri avevamo visto la Roccia in lontananza e abbiamo proseguito tranquilli sul sentiero, fino a quando abbiamo incrociato una specie di canalone che si dirigeva verso la piccola mesa.

Avvicinandoci, abbiamo notato che alla base della formazione rocciosa c'era un piccolo puntino che in breve tempo si è mostrato come una figura umana. Nel frattempo una voce femminile ci gridava Fuggite! Siete in pericolo! Noi abbiamo proseguito e abbiamo potuto notare che legata alla roccia, tramite delle catene fissate ad anelli di ferro, c'era una giovane donna con i capelli corvini, vestita con una tunica viola. Abbiamo cominciato a gridare anche noi chiedendo chi fosse, che potevamo aiutarla e via dicendo, ma i cavalli hanno cominciato ad impazzire e abbiamo dovuto legarli e proseguire a piedi.

Quando eravamo a circa una ventina di metri, Galad ci ha avvertiti che la ragazza era malvagia, ma noi là dovevamo andare, qualunque cosa fosse in realtà. Subito sono comparsi attorno alla ragazza sei puntini luminosi che hanno cominciato a muoversi e presto sei pugnali puntavano verso di noi. Io con una freccia sono riuscita a colpirne uno, che ha deviato e quindi è scomparso, puff, e io ho sentito una stranissima sensazione di sollievo, come se avessi scampato qualcosa di molto noioso e pesante e deprimente.

Macha ha tirato il dardo incantato verso la donna e, appena è stata colpita, la sua immagine si è come sfasata, le catene scomparivano e apparivano, per poi mostrarci chi veramente avevamo di fronte: una vecchia rugosa, brutta, non incatenata, con un piccolo bastone nodoso. La vecchia, con una vocina stridula, ha cominciato ad urlarci Vi avevo detto di andare via! Anche io ho tirato il dardo incantato contro la megera, mentre Galad ha cominciato a correre verso di lei. Caius nel frattempo proteggeva Macha dai pugnali in arrivo, mentre Julius e Galad ne hanno colpito uno a testa, e anche questi, puff, sono scomparsi! La vecchiaccia ha cominciato a sbattere il bastone verso di noi mentre agitava l'altra mano nella nostra direzione. Non sembrava che stesse facendo un incantesimo, ma sembrava molto arrabbiata.

I cavalli erano agitatissimi, ho provato a tranquillizzarli, ma ancora un po' e mi ammazzavano a zoccolate: non ho mai visto una cosa del genere, avevano la schiuma alla bocca, gli occhi a palla, sudavano, nitrivano impazziti.... non capisco cosa al mondo possa spaventare a questa maniera degli animali. Che abbiano visto qualcosa che a noi era nascosto? Qualcosa oltre la vecchia strega?

Mentre cercavo invano di calmare i cavalli, Caius è stato colpito da un pugnale. Al che io ho rinunciato a fare qualcosa per le povere bestie e sono corsa anche io verso la strega. Nel frattempo Galad l'ha raggiunta, quella ha cercato di graffiarlo, ma lui con due fendenti l'ha fatta fuori. Appena morta la vecchia, i pugnali residui sono scomparsi e i cavalli hanno cominciato a calmarsi. Il cadavere della vecchia sembrava morto da tempo, la tunica malmessa, il bastone un normalissimo ramo secco.

Io e Galad eravamo vicino alla vecchia, mentre Caius e Julius sembravano volersi fare una pennichella, con Macha che li spronava a rialzarsi. Io mi sono messa a cercare lungo la parete e ho trovato una sporgenza: inizialmente pensavo fosse una specie di leva, ho gridato di aver trovato qualcosa, ma non mi hanno dato retta e quindi mi sono messa a smuovere e tirare fino a quando dalla roccia non è uscita una bella spada dorata. Caius nel frattempo si stava scolando il vino e si rifiutava di alzarsi. Dato che Galad era il più vicino, gli ho dato la spada e lui ha visto una scritta sulla lama che diceva Ampia e spaziosa è la via verso il nulla. Sottile e ristretta la via verso la vera ricchezza. Un altro enigma. Nel frattempo Caius e Julius si erano ripresi e Caius si è subito mostrato molto interessato alla spada e voleva usarla al posto della sua, ma si è lasciato convincere da Macha a non usarla fino a quando non fossimo stati sicuri della sua natura e l'ha legata al cavallo.

A quel punto io mi sono messa a cercare con molta attenzione sulla parte davanti della Roccia per vedere se c'erano aperture o altro, mentre gli altri facevano il giro attorno, cercando velocemente. Per quello che ne sapevamo l'oggetto che voleva il mago poteva essere la spada, ma non aveva un aspetto così eccezionale, meglio non lasciare nulla di intentato. E infatti ad un certo punto mi sono accorta che, dove apparentemente mi sembrava ci fosse solida roccia, in realtà non c'era... nulla. Tatto e vista andavano in due sensi totalmente opposti. Caius ha montato una lunga pertica e l'ha infilata nell'apertura invisibile: la pertica sembrava affondare nella roccia. Poi si è arrischiato ad entrare, in fondo è quello più protetto. Noi lo abbiamo visto scomparire nella roccia, non lo sentivamo e lui non sentiva noi. Il tutto era abbastanza inquietante. A quel punto Julius si è affacciato e l'ha recuperato prendendo un capo della pertica. Caius ha riprovato ad entrare e ha visto che riusciva a tornare anche da solo. A quel punto ci siamo arrischiati ad entrare tutti, dato che all'interno non parevano esserci imminenti pericoli. Per sicurezza abbiamo legato una corda al'esterno e Macha si è assicurata alla vita l'altro capo. Caius ha portato con se la spada dorata, non si sa mai che serva a qualcosa.

Ci siamo ritrovati dentro una stanza enorme, apparentemente il passaggio è in mezzo al nulla: la corda infatti pareva interrompersi in corrispondenza del punto dove siamo entrati, circa ad un terzo dell'enorme stanza rispetto la parete dietro di noi. La stanza è molto più grande della mesa all'esterno, è qualcosa di immenso, con una volta altissima e sul fondo quattro piedistalli con delle statue di uomini, forse re. Ai piedi delle statue ci sono innumerevoli forzieri delle più svariate fogge e dimensioni. In mezzo a tutte quelle forme, alcune ricche, altri semplici bauli borchiati, mi è subito saltata all'occhio quella che sembrava una banalissima cassa di legno grezzo, di quelle che si usano per trasportare le merci. Mi è venuto subito in mente quanto ci aveva scritto Arkayz che diceva di non giudicare i libri dalla copertina. Tra noi e le statue c'erano incise grezzamente nella pietra del pavimento alcune rune, forse una qualche trappola magica?

Io e Julius eravamo convinti che saremmo dovuti andare avanti, ci sentivano i benvenuti ed eravamo certi (almeno io) che ciò che stavamo cercando doveva essere lì, sotto quelle statue, in uno dei forzieri. Ma gli altri non ne hanno voluto sapere, alla fine ci hanno convinti ad uscire per decidere il da farsi.

Abbiamo passato il resto della giornata a rivoltare ogni sasso intorno e sopra la Roccia, senza trovare nulla.

Ora ci siamo accampati qui nei pressi della mesa, coi cavalli ormai tranquilli. I quattro noiosi hanno paura che io e Julius facciamo qualcosa di avventato (inutile dirgli che non lo faremo) e non ci vogliono far fare il turno di guardia assieme questa notte. E chi l'ha chiesto poi?

Domani speriamo di riuscire a scoprire la cosa che serve al mago. Anche se sarebbe bello scoprire qualcosa di più su quella stanza misteriosa e perchè è collegata Tuma, la città fantasma.

Note private


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