Il nostro mondo

Casa & Famiglia Amici pelosi Altri viventi
Alpi

Il Paese Natale rimarrà sempre in fondo al cuore.

Ecco qua le cose, in ordine sparso, che mi mancano della mia vita in Italia.

Magari qui ho trovato altre cose, ma non sono le stesse...

pave

Ormai sono qua da un anno e mezzo e quindi, dopo l'entusiasmo iniziale, posso cominciare a criticare...

Scrivo qui in ordine sparso le cose che non mi piacciono (alcune di queste cose in Italia sono meglio, altre no, ma non mi piacciono comunque anche se non sono peggio).
Si tratta ovviamente della mia visione personale, della mia vita qui, alcune cose sono più oggettive, altre decisamente soggettive.

Nel mio post precedente ho parlato del rovescio della medaglia, ora invece provo a fare un elenco, sempre in ordine sparso, delle cose che mi piacciono di questo Paese.

Può darsi che certe cose, magari anche migliori, ci siano anche in Italia, ma evidentemente non le ho molto vissute quando ero lì.

Ovviamente si tratta della mia visione personale da questo angolo di Belgio che sicuramente non è rappresentativo.

  • La gente è, in linea generale, molto meno stressata.
  • Perfetti sconosciuti ti salutano con calorosi bonjour a qualsiasi ora del giorno e della notte.
  • Gli automobilisti si fermano per farti attraversare, non ti suonano se sei in bici davanti a loro e rispettano i limiti di velocità. Con le dovute eccezioni, gli scemi ci sono ovunque.
  • La birra buona ed economica.
  • Il cioccolato, le praline, le gaufres, le patatine fritte.
  • Verdure nuove e sconosciute e tutte le varietà possibili di cavoli.
  • La carne, il latte, le uova.
  • Le mucche che pascolano beate.
  • Essere a 20 minuti dal centro dell'Europa.
  • Un marito che torna a casa ad ore decenti, un po' più presente nell'organizzazione familiare di tutti i giorni e soprattutto meno stressato.
  • La scuola molto più economica: alle elementari quaderni e fogli forniti dalla scuola, la mensa a 3€ e il dopo scuola una manciata di euro, si pagano solo le ore che si fanno.
  • Una scuola dove fanno giocare fuori, sempre, qualsiasi sia il clima.
  • Una genitorialità meno ansiosa (cioè, qui la figura dell'ansiosa la faccio io...)
  • Insegnanti meno stressati e molto meglio considerati.
  • Le formazioni gratuite e altamente specializzate per chi cerca lavoro (ne ho seguita una in autunno pagata dal FOREM e organizzata da Culture in Vivo).
  • La multiculturalità e l'incontro, arricchente, con gente diversa da me.
  • La città pedonale anni '70.
  • Un incredibile numero di associazioni che fanno cose finanziate più o meno con soldi pubblici (e piccoli contributi degli utenti), ad esempio il collectif des femmes.
  • Vanno pazzi per le cose italiane.
  • L'accento italiano è sexy.
  • L'essere italiano è cosa del tutto normale.
  • L'essere straniero è cosa del tutto normale.
  • Non parlare bene il francese è cosa del tutto normale.
  • Parlare almeno 3 lingue è cosa del tutto normale.
  • I miei figli bilingui.
  • Essere obbligata ad imparare strabene una lingua.
  • Immergermi in un'altra cultura per riscoprire la mia.
  • Puoi andare da qualsiasi medico (convenzionato o no) e comunque una parte ti viene rimborsata.
  • La casa col giardino.
  • I prati qui vicino a casa con pecore, galline, capre, oche.
  • Il laghetto che si ghiaccia d'inverno.
  • Il laghetto pieno di uccelli.
  • Il verde e i boschi, che sembra di essere in montagna.
  • Gli sconti per i demandeurs d'emploi.
  • La sovvenzione statale alla "filosofia laica".
  • La possibilità di scegliere tra svariate religioni a scuola, tra cui "morale laica".
  • I diritti civili, in particolare il diritto ad amare chi si vuole e morire come si vuole, con dignità, consapevolmente.
  • Il rispetto per le idee, credenze, convinzioni, filosofie dell'altro. Sicuramente ci sono anche qui gli intolleranti e i razzisti, ma mediamente vedo molto meno proselitismo e molto più rispetto e tolleranza.
  • I titres-services per pagare la colf in regola (e avere un parziale rimborso del costo).
  • Il sito per trovare la babysitter e avere un'assicurazione in caso di incidente.
  • La maison des cyclistes.
Bouillon

Carissimi miei 25 lettori,

mi scuso immensamente per l'ampio divario di tempo tra il mio ultimo messaggio e questo che sto scrivendo. È stato un anno intenso e ricco, non privo di momenti difficili e pesanti, lo ammetto, ma sicuramente molto interessante e pieno di nuove esperienze.

Siamo arrivati qua tutti assieme quasi un anno fa, in una calda estate. Abbiamo vissuto un tiepido autunno, una fine di inverno a dir poco gelida, una primavera quasi sempre orribile e adesso di nuovo l'estate, con i suoi lunghi crepuscoli, i fiori, i colori.

Tornerò con più calma a raccontare quello che abbiamo fatto, o più probabilmente metterò qualche foto e lascerò loro a raccontare, ma intanto posso fare un bilancio di questi mesi in Belgio.

I bambini hanno finito alla grande il loro anno scolastico: sono arrivati senza sapere nulla o quasi di francese e, apparentemente senza sforzo, ora sono al pari se non meglio dei loro compagni. Davide ha concluso la scuola primaria (per la seconda volta) e ottenuto il CEB con ottimi voti e i complimenti delle insegnanti.

La scuola è veramente speciale, non credo sia la regola, del resto nemmeno questo posto in cui viviamo è esattamente nella media delle cittadine belghe.

Verso la scuola

I bambini sono al loro 30esimo giorno di scuola.

Forse è presto per fare bilanci definitivi, ma posso cominciare a raccontare qualcosa.

Da un punto di vista organizzativo e didattico ci sono una serie di differenze rispetto alla scuola italiana.

Per prima cosa, i cicli scolastici sono organizzati diversamente: qui ci sono solo 2 cicli di 6 anni, la primaria e la secondaria, alla fine di ogni ciclo c'è un esame statale, il che vuol dire che Davide alla fine dell'anno dovrà fare un esame con compiti ministeriali, come alla maturità.

La scuola primaria è suddivisa a sua volta in 3 cicli. Non ho capito ancora esattamente come vengono formate le classi di anno in anno e cosa fanno i docenti, quello che so è che Filippo, in prima, ha un insegnante unico che avrà anche l'anno prossimo, mentre Davide, in sesta, ha due maestre che insegnano su due classi parallele e fanno una materie scientifiche e l'altra umanistiche. Queste di sesta insegnano sempre in sesta.

L'orario è ridotto rispetto al tempo pieno italiano e il primo commento di Davide il primo giorno di scuola è stato "ma qui lavorano pochissimo, fanno ben 2 intervalli!!!" (oltre a quello del pranzo, ndr).

ArcobalenoOggi sono passata dalla scuola di Filippo a prendere le ultime sue cose rimaste e a lasciar giù un po' di giochini: quando si trasloca è una buona occasione per eliminare il superfluo, anche se è una cosa che riesco a fare con molta difficoltà. E con questo ho chiuso definitivamente un capitolo.

Venerdì 15 Filippo ha fatto la festa dei remigini e mentre andavamo via ha detto "non li rivedrò più i miei compagni". Non era una domanda. L'anno prossimo per lui comincia una nuova avventura: imparare a leggere e scrivere in un'altra lingua.

La settimana prima Davide aveva fatto la festa a scuola e si era messo a piangere. Emozione? Stress? Non so. Anche lì, capitolo chiuso. Davide finisce un ciclo, ma non ne comincia un altro. Per lui sembra che sia tutto a posto, ma sarà così?

Sottocategorie

Esponenti di tutti i regni intorno a noi...