Lunadain, 1 Ambyrmont, anno 1000

Cosa dicevo ieri a proposito della buona notte di sonno? Mentre erano di guardia, Macha e Galad si sono accorti di movimenti attorno al campo. Macha ha visto 3 creature muoversi tra gli alberi. Ancora sconvolti dalla recente disavventura con l'arpia, hanno pensato bene di svegliarci. Le creature si sono rivelate però del tutto innocue, a parte mettere a dura prova i nervi di chiunque. Però erano simpatici. Erano tre esserini simili a dei bambini in miniatura, con le ali. Molto carini, se Macha non mi avesse guardata male ne avrei preso uno da portare con noi come mascotte. Abbiamo chiesto in che cosa potevamo aiutarli e loro hanno tirato fuori una storia di un gioco di palle che non c'ho capito nulla. Sembravano anche affamati. Mi chiedo se sono dei bambini scappati dai loro genitori o se sono degli adulti, sembravano così innocenti e fragili. Tutti e 3 avevano delle borse da viaggio, erano agitatissimi e molto curiosi. Alla fine siamo stati svegli io e Julius, tanto era quasi ora del nostro turno, e li abbiamo un po' intrattenuti. La mattina siamo riusciti a congedarci da loro, anche se a fatica.

Abbiamo provato a vedere se tra gli oggetti rinvenuti ieri ce n'era qualcuno magico, ma nulla da fare. La pergamena invece si è rivelata essere un incantesimo di cura utilizzabile da un sacerdote. Speriamo di non doverne fare uso.

Ora siamo pronti a ripartire, selliamo i cavalli e via!


 Wow, siamo propri dei veri avventurieri! Abbiamo appena fatto fuori due orchi grandi, grossi, puzzolenti e brutti.

Ora Macha sta bendando Caius e Galad che hanno subito qualche brutta ammaccatura. Io intanto prendo fiato di fianco a questa simpatica testa di orco piantata su una enorme spada come monito agli altri eventuali orchi di passaggio. Questa macabra idea è opera di Caius.

Gli elfi che abbiamo incontrato stamattina ci avevano detto che avevano avvistato degli orchi e di stare attenti, beh, ora nessuno dovrà più stare attento a questi due. Siamo stati MITICI! A dire il vero c'è stato un attimo in cui ho pensato che ci avrebbero mangiati, soprattutto quando ho cominciato a tirar frecce a vuoto.

Ma andiamo con ordine.

Stamattina abbiamo lasciato il campo e, dopo qualche ora, una pattuglia di cinque elfi ci ha fermati. Ci hanno fatto un po' di domande su chi siamo, dove andiamo ecc. Ad un tratto quello con cui stavamo parlando viene improvvisamente colpito da un sassolino: sono i tre tipi alati della scorsa notte che gridano agli elfi di lasciarci stare, che siamo stati bravi con loro. Gli elfi sembrano conoscere quelle creature e ne sono parecchio infastiditi; mentre siamo lì a parlare due degli elfi se ne vanno, probabilmente per riportare a casa quegli esserini.

Abbiamo chiesto un po' di informazioni sulla strada: ci hanno detto che secondo loro la strada migliore è quella a sud, in quanto quella centrale è chiusa da una frana e quella a nord è più lunga. Non sanno molto sulla Roccia, se non che è un piccolissimo altipiano, un mucchio di rocce, non conoscono nessuna voce particolare su di essa. Ci dicono anche di aver avvistato due orchi a sud del trivio e di avvisarli se li avvistiamo.

Dopo questa piccola interruzione ci siamo rimessi in marcia. Il clima era temperato e il cielo sereno.

Una mezz'oretta dopo aver superato il trivio, abbiamo sentito una voce molto sgradevole e aggressiva che ci intimava di fermarci. Si potevano scorgere due sagome nel bosco, una per lato del sentiero, e dopo poco sono usciti allo scoperto questi esseri enormi, brutti, dalla pelle grigia, sporchi da far paura. Uno aveva uno scudo che forse era stato una ruota di carro, l'altro un teschio di alce a mo' di elmo, uno una spada enorme e l'altro una mannaia altrettanto enorme. Non avevo mai visto un orco se non sui libri, e devo dire che nella realtà sono molto peggio, le illustrazioni almeno non puzzano. Gli orchi erano decisamente aggressivi e in modo sgrammaticato e incoerente ci chiedevano di dargli tutto il nostro oro. Era inutile stare a contrattare con dei mostri simili, per cui siamo passati all'attacco. Macha ha lanciato il suo dardo incantato, io per prima cosa ho mancato il bersaglio, intanto che Caius e Galad attaccavano ognuno un orco. Julius nel frattempo era sceso da cavallo, per evitare di essere disarcionato (sono proprio curiosa di sapere cosa ha esattamente fatto in tutto questo tempo in cui lo credevamo morto) e ha cominciato ad avvicinarsi agli orchi stando al riparo degli alberi. Uno degli orchi era ormai addosso a Caius, il quale gli ha lanciato addosso la balestra (ammaccandola), ha tirato fuori la spada e l'ha colpito, e questa volta anche una mia feccia è andata a segno; nel frattempo anche l'altro orco si era avvicinato attaccando Galad, che ha risposto con un fendente, aiutato da Julius che lo ha colpito con la scimitarra, facendolo accasciare a terra. I due orchi a quel punto stavano cercando di allontanarsi velocemente spingendo via i cavalli, ma uno è stato smaciullato da Galad e Julius, mentre l'altro l'ho trafitto con una freccia che l'ha trapassato da parte a parte conficcandosi in un albero dietro. Un bel colpo non c'è che dire.

Gli orchi avevano delle bisacce con dentro i proventi di qualche altra imboscata: Galad ha preso le monete d'oro (sempre per la cassa comune), mentre le monete di platino ce le siamo spartite una a testa.

Ora siamo pronti a ripartire, è circa mezzogiorno e la strada è ancora lunga. Abbiamo deciso di non tornare indietro ad avvisare gli elfi: quando vedranno la testa impalata capiranno.


Questa sera intorno al fuoco c'è molta più allegria: Caius ha stappato il suo otre di vino e ne abbiamo bevuto un po', per festeggiare. Dopo essere riusciti a sconfiggere quei grossi orchi ci sentiamo molto meglio. La serata è frizzante e piacevole. Macha ha curato Galad, ancora un po' malconcio dall'incontro con gli orchi, ma tutto sommato direi che ci è andata alla grande.

Oggi pomeriggio il viaggio è proseguito tranquillo, a parte un incontro con una specie di eremita pazzo che è sbucato dal bosco all'improvviso, circa un'ora e mezza dopo che avevamo preso la strada a sud. Il pazzo era veramente malmesso, stracciato, rinsecchito, sporco, tutto tremante e con una lunga barba bianca. Diceva di chiamarsi Elhalarg o qualcosa di simile e vaneggiava, diceva cose assurde, tipo che lui vede tutto, che ci sono i leviatani che fanno "Oh Oh" che stanno arrivando, poveretto, era fuori di testa. Abbiamo chiesto se potevamo aiutarlo, ma lui sembrava voler dare un avvertimento a noi, di stare attenti a cose non ben definite, il suo discorso non aveva né capo né coda. Gli abbiamo offerto della carne, ma l'ha rifiutata. Quando ce ne siamo andati però abbiamo notato che ha raccolto quella che avevamo lasciato là, al che Macha, impietosita, gli ha lasciato qualche galletta.

Ora ci apprestiamo a dormire, un po' più fiduciosi delle nostre possibilità. Il primo turno di guardia sarà per Galad, poi Macha e Caius, poi io e Julius, speriamo non arrivino altri esseri strani ad importunarci.

Note private


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